Davide d'Antonio

SSD
SSD L-Fil-Let/12 Linguistica italiana

CV

Nel 2023 ha conseguito la Laurea Magistrale in Linguistica e Didattica dell’Italiano nel Contesto Internazionale (LM-14, Filologia Moderna) presso l’Università degli Studi di Salerno con votazione 110/110 con lode, presentando una tesi in Storia della lingua italiana dal titolo “Per una storia della lessicografia italiana: i vocabolari etimologici”.
Partecipazione a tirocini/progetti lessicografici:
-a Saarbrücken, per il Deonomasticon Italicum (DI) con la redazione della voce BACCO (in revisione) nel 2022-23;
-a Firenze, per il Tesoro della Lingua Italiana delle Origini (TLIO) con la redazione delle voci Fraccato, Inventura, Ordizio, Scarafaggiolo nel 2022;
-a Napoli (presso l’Università “L’Orientale”), per il Corso di formazione LEI Digitale – Germanismi nel 2024;
-a Napoli (presso l’Università “Federico II”), per il Laboratorio permanente di lessicografia (2ª ed.) nel 2025;
-a Napoli (presso l’Università “Federico II”), per l’Avviamento alla redazione di voci del DESN nel 2025.
Esperienze lavorative:
-Redazione della voce FACIENDA (in pubblicazione) per il Lessico Etimologico Italiano (LEI), sezione Latinismi;
-Redazione della voce TROMBA (in revisione) per il Lessico Etimologico Italiano (LEI), sezione Germanismi.
Relazioni presentate:
-“Dall’ATed.a. trumba/trumpa all'it. tromba: storia di una parola” per il convegno Digitalizzazione e analisi storico-etimologica: scrivere e leggere i germanismi nel LEI, Napoli, 29-30 settembre 2025, DSU – Università degli Studi di Napoli “Federico II”.
Articoli scientifici:
-Un excursus sui neologismi enogastronomici, in Sergio Lubello, Minima culinaria. Storie di parole, incontri di culture, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2023, pp. 63-68;
-Media e gastronomia 2.0. Il lessico agro-alimentare tra neologismi e retrodatazioni, in “Lingue e Culture dei Media”, vol. 7 (2024);
-Migliorini ed “Ewald”: una tradizione da correggere, in “Rivista Italiana di Onomastica (RIOn)”, vol. XXXI (2025), fasc. 2, pp. 630-631;
-Nap. cacamagna ‘fogna; carcere’ e la lessicografia napoletana dal Settecento ad oggi, in “Rivista del Dizionario Etimologico e Storico del Napoletano (RiDESN)”, vol. 3 (2025), n. 2, pp. 167-185.

Tutor

Carolina Stromboli
Università di Salerno

Co-tutor

Sergio Lubello
Università di Salerno

Progetto di ricerca

L’evoluzione del Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli in più di cento anni di prassi lessicografica

Nonostante la presenza di una vasta letteratura scientifica di cui fanno parte saggi, articoli, studi su parti della lingua del Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli (tecnicismi, neologismi, regionalismi, eufemismi, ecc.) o basati sul confronto tra lo Zingarelli ed altri vocabolari dell’uso, al giorno d’oggi non esiste ancora un’analisi dettagliata dell’evoluzione della prassi lessicografica inevitabilmente avvenuta nel corso di più di un secolo.
La parte introduttiva del progetto sarà dedicata a illustrare la biografia di Nicola Zingarelli (1860-1935) con attenzione alla sua formazione di lessicografo, ai maestri e ai modelli, e al contesto storico in cui uscirono le varie edizioni quando l’autore era ancora in vita. Sempre in questa sezione, si inserirà tutta la documentazione (lettere, prefazioni, ecc.) in cui l’autore parla del proprio vocabolario, della genesi, delle fatiche connesse alla creazione di una tale opera.
La parte centrale si concentrerà più specificatamente nell’analizzare l’evoluzione e i cambiamenti del Vocabolario per quanto riguarda le differenze di: entrate, definizioni, apparati paratestuali, impostazioni tipografiche, simboli e abbreviazioni, ecc.
Nella parte conclusiva si farà una riflessione sulle prassi lessicografiche delle varie edizioni, sui cambiamenti intercorsi in più di un secolo nella redazione di un vocabolario dell’uso e un confronto anche con esperienze lessicografiche limitrofe (per es. i vocabolari Sabatini-Coletti, Devoto-Oli, Garzanti, GRADIT, ecc.).
Riteniamo sia utile fare una storia del Vocabolario Zingarelli perché attraverso una comparazione delle diverse edizioni e ristampe avvenute dai primi del Novecento ad oggi si potrà non solo mostrare, dal punto di vista strettamente lessicografico, le differenze che sono avvenute nel cantiere del vocabolario, ma servirà anche a radiografare più di un secolo di cambiamenti sociali, ideologici, politici, tecnologici, di costume e così via, cambiamenti di cui il vocabolario dell’uso si fa specchio (per il periodo in cui esce) e tesoro (per gli anni futuri). Perché fare la storia di un vocabolario è fare anche la nostra Storia.