Alberto Granese, professore ordinario “storico” di Letteratura italiana nell’Università degli Studi di Salerno, è saggista e critico letterario. I suoi interessi scientifici spaziano da Dante a Petrarca, da Tasso a Vico, da Alfieri a Foscolo, da Leopardi a d’Annunzio, al canone del romanzo moderno, con Joyce, Proust, Kafka, Pirandello, Svevo, e allo scavo fenomenologico esteso alla cultura del secondo Novecento su autori, solo per citarne alcuni, come Quasimodo, Alvaro, Sciascia, Moravia, Pasolini, Primo Levi. Questa produzione è in parte documentata dalla «Bibliografia» inserita nell’opera in due tomi, Non di tesori eredità (Guida, Napoli 2015), dove sono raccolti i contributi che amici, colleghi e allievi gli hanno generosamente offerto. Dei suoi numerosi lavori, oltre a saggi usciti in riviste italiane e straniere, in Atti di Convegni e in volumi miscellanei, vanno segnalate soprattutto le monografie, almeno quelle pubblicate nell’ultimo decennio: Menzogne simili al vero. Epifanie del Moderno: il mito, il sacro, il tragico (2010); Con pura passione. Dall’«itale glorie» di Foscolo all’«umile Italia» di Pasolini (2015); «Per guisa d’orizzonte che rischiari». Florilegio degli scritti (2015); Il metodo umano. Gramsci e Debenedetti: politica nazionale e cultura europea (2016); Orizzonti di lontani destini. Dai canti dell’Empireo di Dante alle inchieste civili di Sciascia (2020); La coscienza metaletteraria di Dante: le rifrazioni strutturali della «Comedìa» (2021); Pasolini. L’esercizio della ragione e del dovere (2022).