Francesco Cacciatore

Curriculum

Francesco Cacciatore è laureato in Lettere Moderne (2009) e Filologia Moderna (2011) presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha conseguito un PhD in History (2017) presso la University of Westminster, Londra, dove è stato impiegato per tre anni come Visiting Lecturer, oltre ad aver conseguito un Postgraduate Certificate of Higher Education.
Si occupa di storia della Guerra Fredda, storia dei servizi segreti, storia militare e storia sociale. I suoi interessi di ricerca includono il rapporto fra operazioni segrete e decisioni politiche durante la Guerra Fredda, lo studio delle comunità migranti e degli esuli in Europa, nazionalismo e nation-building. Nell’ottobre del 2017 ha ricevuto una borsa di studio per Dottorato di ricerca in Studi letterari, linguistici e storici presso l’Università degli Studi di Salerno.
È affiliato alla Higher Education Academy come Associate Fellow, alla Social History Society, alla International Intelligence History Association, e alla SISSCO, Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea.

 

Progetto di ricerca

Reti stay-behind e interim flexible strategy: coerenza e pianificazione strategica nell’intervento americano in Europa durante la Guerra fredda.

Francesco Cacciatore
Tutor: Guido Panvini
Co-tutor: Luca Polese Remaggi

Da molto tempo gli studiosi si interrogano se gli Stati Uniti avessero una strategia coerente nell’utilizzare le operazioni segrete durante la Guerra fredda, specialmente nel periodo che va dal 1948 alla fine degli anni Cinquanta. L’Europa divenne un campo di addestramento per questo tipo di attività con la quale gli Stati Uniti avevano poca familiarità, ma che stava anche emergendo come strumento fondamentale per affrontare il nemico sovietico su un piano di parità. Le interpretazioni più recenti sembrano favorire l’ipotesi che la mancanza di coordinamento tra politica aperte e operazioni segrete, e la mancanza di una strategia coerente, siano stati i fattori determinanti nell’attività degli Stati Uniti nella prima parte della Guerra fredda.
Questo progetto di ricerca propone un diverso punto di vista: c’era un fattore unificante nella strategia americana di covert operation, almeno fino alla fine degli anni ’50, ed era la prospettiva di un’invasione militare sovietica dell’Europa. L’argomento sarà supportato analizzando due diversi casi studio, due progetti di operazioni segrete che si svolsero su lati opposti della cortina di ferro: in Italia e nell’Ucraina sovietica. Questo approccio comparativo metterà in evidenza come due operazioni in apparenza molto diverse furono motivate da una simile paura di un’imminente acquisizione sovietica dell’Europa occidentale, che plasmò sia i requisiti che la strategia.
Mentre lo studio del caso ucraino si basa su precedenti lavori del ricercatore, l’altro obiettivo principale del progetto è la storia della rete italiana stay-behind chiamata “Gladio”. Da quando il primo ministro italiano Giulio Andreotti ha rivelato pubblicamente, nel 1990, l’esistenza di Gladio e dei suoi equivalenti in altri paesi europei, l’opinione pubblica ha fortemente discusso questa vicenda. Grazie alla popolarità delle opere non storiografiche sull’argomento e all’interesse degli organi giudiziari, Gladio è diventata, agli occhi del pubblico italiano, il simbolo di misteri, cospirazioni e deviazioni dell’autorità pubblica che avrebbe caratterizzato alcuni decenni di storia italiana. A livello internazionale, l’esistenza di reti stay-behind in Europa è stata talvolta indicata come prova di una cospirazione da parte degli Stati Uniti e della NATO per reprimere le forze di sinistra nel continente usando una strategia sovversiva. Questa ricerca mira ad allontanarsi da queste interpretazioni attraverso l’uso di prove documentali accurate e rigoroso lavoro negli archivi italiani e internazionali.
Esaminando il caso Gladio, la ricerca di propone di fornire una prospettiva internazionale sullo sviluppo delle reti stay-behind in quanto elemento di connessione fra operazioni segrete americane in Europa orientale e occidentale. Ripercorrere una storia delle attività della CIA in Europa all’inizio della guerra fredda può aiutarci a rispondere alle domande sull’esistenza o meno di una strategia coerente per le operazioni segrete statunitensi in quel periodo. Osservare la strategia segreta in termini di continuità – di sforzi, obiettivi e personale coinvolto – può evidenziare elementi di coerenza strategica rimasti finora in secondo piano. Inoltre, affrontando la storia della guerra fredda in Italia in una prospettiva internazionale, concentrandosi sulla dimensione dell’azione segreta, questo lavoro si propone di dare un contributo allo sviluppo degli intelligence studies nel paese.