Curriculum

Giovanni Genna ha conseguito nel 2015 la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Siena con la votazione di 110 con lode (Relatore prof. Pierluigi Pellini – Controrelatore prof. Riccardo Castellana) con una tesi sulla poetica di Carlo Emilio Gadda.
Attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Studi Letterari presso l’Università degli Studi di Salerno sotto la guida del prof. Epifanio Ajello.
Nell’anno accademico 2018/2019 gli è stato conferito il titolo di Cultore della Materia in Letteratura Italiana.
È membro del Comitato Editoriale (Sezione Testi) della Collana del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Salerno «Biblioteca di Studi e Testi. Dall’antica Babele alle contaminazioni della Modernità» e del Comitato di Redazione della Rivista di Studi «Sinestesie». Fa parte del Comitato organizzativo-scientifico della Graduate Conference Unisa 2018 «I Hope That Someone Gets My Message In A Bottle» – Indagine sul destinatario.
Ha preso parte al Progetto ‘Liceo Matematico’ presso il Liceo Scientifico Alessandro Manzoni di Caserta tra marzo e maggio del 2020. Continua a collaborare al Progetto ‘Alpha-Mente’, dopo avervi già partecipato da giugno a ottobre 2019. Fra il 2019 e il 2020 ha altresì svolto l’attività di Help Teaching per i corsi di Letteratura italiana moderna e contemporanea e di Letteratura italiana.
Ha partecipato a vari convegni, fra i quali il Convegno Nazionale MOD e il Congresso Nazionale ADI.
Oltre ad alcune recensioni, ha pubblicato saggi su Carlo Emilio Gadda, Luigi Pirandello, gli oggetti nella letteratura.

 

Progetto di ricerca

Titolo della tesi: Uno squarcio sulla tela dell’oggettività. Studi sul mito in Carlo Emilio Gadda

Tutor: Prof. Epifanio Ajello

L’obiettivo di questa ricerca è definire il ruolo del mito all’interno della produzione letteraria di Carlo Emilio Gadda, così da restituirgli quella dignità critico-letteraria della quale non ha mai goduto.
Definire i termini entro i quali si sviluppa il rapporto fra il mito e Gadda resta comunque un’operazione articolata, sia perché è di per sé complesso districarsi fra gli innumerevoli ‘brogliacci’ dello scrittore, sia perché, considerata la natura razionalistica di Gadda, parrebbe scontato affermare che il pensiero dell’autore sia da considerarsi essenzialmente anti-mitico. Tuttavia, osservando lo sviluppo del suo ‘filosofare’ condensato pressappoco in un ventennio (a cominciare dalla scrittura della Meditazione milanese del 1928, proseguendo con quella de I miti del somaro, di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, della Cognizione del dolore e di Eros e Priapo, opere scritte fra il 1938 e il 1946, anche se pubblicate cronologicamente più in là nel tempo), sembra possibile individuare nel mito non solo l’oggetto di un dialogo pressoché continuo e ininterrotto, ma anche una presenza tangibile alla base dello sviluppo di ogni processo gnoseologico insito nella natura umana. Dunque, fermo restando che nella produzione letteraria dell’Ingegnere il mito non viene di certo risparmiato da una demistificante reductio ad absurdum, in linea, del resto, con le poetiche del grande modernismo europeo – si pensi a Joyce ed Eliot -, è tuttavia innegabile che esso riveli una natura profondamente più complessa.