Silvia Spera

Curriculum

Silvia Spera è Dottore di Ricerca in Studi Letterari, Linguistici e Storici presso l’Università degli
Studi di Salerno (2017). La sua tesi di dottorato in Letteratura Inglese, in parte frutto di ricerche
effettuate durante il soggiorno presso McGill University (Canada), si occupa dell’analisi delle
dimensioni soprannaturali negli adattamenti settecenteschi di Shakespeare. Attualmente è
docente a contratto di Lingua Inglese presso l’Università degli Studi di Salerno e di Letteratura
Inglese presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Abilitata all’insegnamento
dell’inglese nella scuola secondaria superiore (TFA Inglese, 2013), ha insegnato in scuole paritarie
cattoliche dal 2012 al 2020. Dal 2014 è cultore della materia di Lingua e Letteratura inglese presso
l’Università degli Studi di Salerno; dal 2014 al 2016 anche presso l’Università di Napoli “Suor
Orsola Benincasa”. È membro di diverse associazioni: IASEMS, AIA, ESRA, ISECS e SISSD.
Ha partecipato a convegni presentando relazioni sugli adattamenti shakespeariani, Shakespeare e
il soprannaturale, Marlowe e Shakespeare, Margaret Atwood. Ha collaborato all’organizzazione
di un convegno su Shakespeare e Napoli (maggio 2017) e di una giornata di Studi sulla ricezione
creativa di Shakespeare in Europa nel Settecento e Primo Ottocento (marzo 2019) presso
l’Università degli Studi di Salerno. I suoi interessi di ricerca includono Shakespeare, Early Modern
Age, Restoration and Eighteenth century, Adaptation and Intertextuality, Cultural Studies,
Margaret Atwood, Teaching English to children, Teaching English through performance. Tra le
sue pubblicazioni: l’articolo “‘Odi at amo’: Shakespearean Supernatural Dimensions on the
Eighteenth-Century Stage” pubblicato sulla rivista Textus XXXII (2019) e il volume curato con
A. Piazza Theatrum Mundi. Shakespeare e Napoli (ESI, 2020).

Progetto di ricerca

1) titolo della tesi:
Shakespeare in the Eighteenth Century: Adaptations of Shakespearean Supernatural Dimensions
2) nome tutor di riferimento:
Antonella Piazza
3) descrizione della tesi
Shakespeare in the Eighteenth Century: Adaptations of Shakespearean Supernatural Dimensions si propone
di esplorare il destino delle dimensioni soprannaturali shakespeariane negli adattamenti della
Restaurazione e del Settecento, in particolare The Tempest, Macbeth e Hamlet di William Davenant
e David Garrick. Partendo dall’analisi dell’afterlife di Shakespeare sui palcoscenici Londinesi, sulla
pagina e nella sfera pubblica e dimostrando la reciproca influenza e complementarietà di queste
tre aree per lo sviluppo di quello che noi oggi chiamiamo il mito shakespeariano, la tesi evidenzia
come lo stesso Shakespeare diventi in questi anni uno spirito che viene evocato da attori e
drammaturghi alla ricerca di ispirazione e/o approvazione; una sorta di revenant che ritorna e
rivive sotto forma di nuove rappresentazioni teatrali, edizioni critiche delle sue opere, dipinti e
statue. Nello specifico, la tesi si concentra sulla ricezione del soprannaturale nella società
settecentesca, la quale reagisce con due atteggiamenti contrastanti e contraddittori, ovvero fascino
e disprezzo. Questo amore-odio è rintracciabile nella diffusa pratica del ‘making fit’, ossia la
pratica di rendere le opere shakespeariane adatte alla nuova epoca e si traduce in due principali
strategie, come dimostrano gli esempi estrapolati dalle versioni di Davenant e Garrick: da una
parte, l’omissione e/o sostituzione delle dimensioni soprannaturali, che è riconducibile al
sentimento di disprezzo generato dalla supremazia della Ragione; dall’altra, l’esteticizzazione del
soprannaturale, che rispecchia una sorta di fascino nascosto verso quelle dimensioni che la
Ragione confina nel nonsenso ma che si dimostrano efficaci strumenti di intrattenimento teatrale.