Virginia Volterra

I suoi primi studi, risalenti alla fine degli anni ’70 e frutto di una stretta collaborazione con la ricercatrice statunitense Elizabeth Bates, si sono concentrati sulle prime fasi di acquisizione del linguaggio e sul ruolo del gesto nei bambini udenti.
Molto presto ha cominciato a interessarsi allo sviluppo del linguaggio nei bambini sordi e, di conseguenza, alle lingue dei segni, grazie anche alla collaborazione con colleghi stranieri pionieri in questo ambito di ricerche come Ursula Bellugi, Penny Boyes Braem e William Stokoe.
Nel 1981 ha curato un volume sulla comunicazione dei sordi in Italia e, nel 1987, la prima descrizione della LIS.
Negli anni successivi, le ricerche sull’acquisizione del linguaggio e il ruolo del gesto – condotte in collaborazione con colleghi neuropsicologi – sono state estese a bambini con sviluppo atipico, tra cui quelli con sindrome di Down e sindrome di Williams, mentre gli studi sull’acquisizione del linguaggio nei bambini sordi hanno coinvolto anche l’ambito psicolinguistico ed educativo.
Le ricerche più recenti, pubblicate su riviste internazionali, riguardano principalmente la continuità azione-gesto-linguaggio e la lingua dei segni.
Per il suo contributo scientifico multidisciplinare, che si estende oltre alla psicologia dello sviluppo, alla neuropsicologia e alle scienze cognitive, gli scambi internazionali e le numerose attività editoriali, il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha inserito il suo nome nella storia del CNR al femminile.