Imma Petito

Curriculum

Nata nel 1993, consegue nel 2017 la laurea in Scienze Storiche, curriculum Medievale e Rinascimentale, con una tesi in Istituzioni Medioevali, presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Napoli ‘Federico II’. Nel 2019 si è diplomata in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Napoli e in Archivistica presso la Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica. È stata vincitrice di diverse borse di studio. I suoi interessi di ricerca si concentrano principalmente nelle aree della storia della Chiesa e delle istituzioni ecclesiastiche, di storia politica, diplomatica ed istituzionale (in particolare con riferimento agli Stati italiani e il Mediterraneo tra Basso Medioevo e Rinascimento) e di produzione documentaria relativa ai secoli XIII-XVI. Di recente pubblicazione, un lavoro sulla diplomazia anglo-napoletana negli anni settanta del ’400. Attualmente è dottoranda in Studi Storici presso l’Università degli Studi di Salerno.

Progetto di ricerca

Titolo
Prassi del potere e comunicazione politica: la diplomazia anglo-italiana nel Tardo Medioevo

La ricerca sarà volta ad analizzare i rapporti politici e diplomatici tra il regno d’Inghilterra e i potentati italiani come Milano, Napoli e Roma, riflettendo, in particolare, sulla straordinaria congiuntura istituzionale-militare che interessò il contesto statuale europeo nella seconda metà del ’400. Il focus su questo preciso arco cronologico deriva dalla scelta di voler contribuire ad illuminare aspetti e problemi della politica euro-mediterranea inglese (ampiamente discussa e nota rispetto alla Borgogna, alla Francia o ancora ai Paesi Bassi) e a evidenziare le peculiarità del legame tra il regno e queste realtà politiche peninsulari. Le circostanze della guerra dinastica in Inghilterra indussero la corona yorkista ad affermare e rivitalizzare la propria identità politica, oltre che attraverso riforme in campo amministrativo, anche sul piano diplomatico. 

Ulteriori spunti saranno dati dall’esame dell’entourage diplomatico, inglese, napoletano, milanese e pontificio; gli ambasciatori, come si vedrà, operavano da protagonisti attivi, con un profilo personale e politico determinato. Non mancherà, infine, una specifica indagine sulle relazioni tra le corti a partire da un approccio metodologico che tenga conto, oltre che delle dinamiche politiche, delle riflessioni e indirizzi più recenti di storia sociale. L’indagine non dovrà, quindi, riguardare solo l’ambito storico ma anche quello socio-antropologico, attraverso il quale sarà possibile apportare importanti novità circa la storia del “contatto” tra il mondo anglosassone, il Mezzogiorno medievale e, in generale, la Penisola.