Raffaele Montesano

Curriculum vitae
Si è laureato in Lettere Moderne all’Università della Basilicata con una tesi in Storia della musica su Non al denaro non all’amore né al cielo di Fabrizio de André, poi pubblicata in volume (Edizioni Segno, 2012) in una versione rivista e ampliata..
Nel 2016, presso l’Università di Bari, ha conseguito con lode la laurea magistrale in Scienze storiche, discutendo una tesi sull’uso della propaganda nei grandi regimi totalitari. Nel 2018, nello stesso ateneo, ha conseguito con lode una seconda laurea magistrale in Scienze dello spettacolo con una tesi sulle innovazioni dannunziane nel teatro di inizio Novecento.
Docente di Lettere nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, si occupa anche di didattica della lingua italiana facendo attività di tutoraggio per alcune piattaforme di e-learning. Pubblica romanzi e sillogi poetiche.
Attualmente è dottorando di ricerca in Studi letterari presso il Dottorato in Studi letterari, linguistici e storici dell’Università degli Studi di Salerno.

Progetto di ricerca

Tutor
Vincenzo Salerno
       Co-Tutor
Nome e Cognome

Titolo: Il periodico La civiltà delle macchine (1953 – 1979; 2019 – in corso) da Leonardo Sinisgalli all’umanesimo industriale.

La ricerca intende prendere in esame la figura di Leonardo Sinisgalli (Montemurro 1908 – Roma 1981). Letterato, ma di formazione scientifica – laureato in ingegneria elettronica – Sinisgalli si espresse non solo tramite la poesia e la prosa, ma anche come regista, giornalista, creativo pubblicitario e pittore. Nel 1953 Sinisgalli fondò, con il sostegno finanziario di Finmeccanica, la rivista La civiltà delle macchine, che diresse fino alla chiusura nel 1979. La rivista, dopo quarant’anni di sospensione, è ritornata a vivere, ponendosi al centro della riflessione sulle nuove frontiere dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile. Lo scopo della Prima era quello di creare un periodico che imbastisse un dialogo tra la cultura umanistica e la conoscenza tecnica. Il principale obiettivo editoriale era il tendere verso la perfetta integrazione dell’arte con lo sviluppo tecnologico; nello specifico si puntava alla possibilità di leggere l’una con la visione dell’altra e viceversa. Esso ha costituito una piattaforma su cui varie figure autorevoli del mondo intellettuale dell’epoca – come Ungaretti, Gadda e Moravia – si sono espresse e interrogate sul rapporto tra uomo e macchina, tra individuo e società industriale. A partire dal 1954, a seguito della morte di Rocco Scotellaro, Sinisgalli sentì l’esigenza di aprire la sua rivista alle voci artistiche lucane che fino a quel momento erano in secondo piano; creò così una vetrina, ne la rubrica “Il Semaforo” in cui diede spazio a poeti, scrittori e pittori lucani – come ad esempio Mario Trufelli e Maria Padula – che acquisirono poi rilievo nazionale. Lo scopo della Seconda è quello di riprendere la riflessione sinisgalliana, interrotta quarant’anni prima, e, in piena era informatica, provare a tracciare le linee di un umanesimo industriare: uno sviluppo tecnologico-industriale che non sia solo sostenibile, ma che metta costantemente l’uomo al centro, preservandone la sua umanità. Il primo obiettivo di questa ricerca è di arricchire l’indagine, a partire dalla prospettiva di Sinisgalli, utilizzando soprattutto fonti inedite, su quella corrente artistica e letteraria che nel Novecento si è interrogata sul rapporto tra arte e tecnologia, l’impatto sull’uomo e sull’ambiente. Il secondo obiettivo si focalizza sul passaggio tra la prima vita della rivista e la seconda, e vuole tracciare le linee fondamentali dell’umanesimo industriale, dalla visione originaria di Sinisgalli, attraverso le sue modificazioni dovute agli anni, alla rivoluzione informatica e l’avvento di internet, fino alla versione contemporanea portata avanti dall’attuale periodico trimestrale. Il terzo obiettivo di ricerca è una migliore antologizzazione della letteratura lucana che attualmente risulta nei principali lavori scientifici a carattere divulgativo – per esempio quelli di Romano Luperini – ancora poco approfondita e sottovalutata.